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martedì 25 luglio 2017 Sezioni » Sezione di Chimica e Fisica » Fisica Cosmica   Accedi
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Ritorna sulla Terra la sonda StarDust con campioni di polvere di cometa

Update:
La Professoressa Alessandra Rotundi ha tempestivamente dato al Dipartimento di Scienze Applicate la notizia in anteprima: l'estrazione dei campioni di materiale extraterrestre dalla capsula ha avuto esito estremamente positivo. Oltre a frammenti di piccole dimensioni sono stati rinvenuti campioni del diametro di 6/7 millimetri con cavità ricoperte di piccole particelle nere. La missione risulta essere un completo successo.

Lanciata nel 1999, la sonda Stardust ha viaggiato per sette anni nel Sistema Solare e poco meno di due anni fa, nel febbraio 2004, ha raggiunto la cometa Wild-2.

Durante l'incontro ravvicinato che l'ha portata a soli 241 chilometri dalla cometa, la sonda ha catturato le polveri imprigionandole in un disco di aerogel, una sostanza a base di silicio, dall'aspetto lattiginoso, molto spugnosa e 100 volte più leggera dell'acqua. Durante il suo lungo viaggio ha poi orientato il suo Stardust Interstellar Dust Collector (SIDC) verso il fascio di polveri che attraversa il Sistema Solare alla velocità di circa 20 chilometri al secondo e in questo modo ha catturato anche materiale proveniente da stelle molto lontane, forse liberato 10 milioni di anni fa con l'esplosione di una supernova. Con questo carico prezioso Stardust farà il suo ingresso nell'atmosfera domenica 15 gennaio, alla velocità maggiore mai raggiunta da un veicolo costruito dall'uomo (circa 46.000 chilometri orari).

 

Subito dopo il recupero della capsula gli scienziati della Nasa provvederanno a estrarre il prezioso contenuto dell’aerogel e passare quindi alla fase delle analisi.
Gli scienziati, basandosi sull’esperienza avuta con Galileo, si aspettano di trovare più di 45 grani di polvere ma cercarli su sezioni di materiale gelatinoso non è poi così facile. E’ come cercare un ago in un pagliaio. Ma le tecniche di oggi permettono di accelerare i tempi. La Nasa ha infatti sviluppato un microscopio automatico e le immagini scannerizzate verranno messe sul web e studiate da volontari che saranno scelti dopo essere stati sottoposti a un test.Il progetto funziona così: se almeno due persone trovano una traccia in una delle immagini, la stessa immagine verrà mandata a cento volontari. Se tra questi cento 20 o più persone trovano anche una traccia, l’immagine verrà inviata ad un gruppo di studenti appositamente addestrati e se la scoperta verrà confermata il grano di polvere verrà rimosso per essere studiato e il primo scopritore sarà autorizzato a dargli il nome.

 stardust03.jpg

I campioni saranno analizzati a Napoli, dagli astronomi dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) presso l'Osservatorio di Capodimonte, e dagli esperti dell'università Parthenope, in collaborazione con l'Osservatorio di Catania-INAF, coordinati dai ricercatori della Sezione Chimica Fisica, Gruppo di Astrofisica (Pasquale Palumbo, Alessandra Rotundi), del  Dipartimento di Scienze Applicate dell'Università Parthenope.

Riferimenti:
StarDust NASA's Comet Sample Return Mission 

 novatech.it Riduci

La Novaetech, ha progettato e realizzato i contenitori nei quali sono custodite le polveri della cometa Wild-2, che verranno studiate presso i laboratori italiani coinvolti.

La Novaetech è una società di servizi e produzione beni nel campo della ricerca e delle tecnologie avanzate, che si rivolge a Enti di Ricerca ed Università, Imprese Private e Pubblica Amministrazione.

La Novaetech mira a diventare una impresa produttrice di sensori ed apparati di misura ad alto contenuto tecnologico, nell'ambito del controllo di processo industriale e del monitoraggio ambientale, ed un laboratorio di eccellenza accreditato dal Ministero dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca (MIUR) volto ad effettuare ricerca applicata su contratto per enti di ricerca ed imprese private.

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